Sesto appuntamento con il ciclo di approfondimenti relativi alle sei lezioni tenute lo scorso mese di novembre all’Università Federico II di Napoli. Il ciclo di seminari è stato organizzato dall’Associazione Universitaria Studentesca UniNA nell’ambito dell’iniziativa “Ascolta l’altra Campania”.

Consigliamo vivamente lo studio approfondito di questo materiale in quanto consente una “auto-formazione” da attivista Me-Mmt su aspetti centrali dell’economia e quindi sulle ripercussioni riguardanti la nostra vita di ogni giorno. Se volete contattate il gruppo territoriale della vostra regione o [email protected]

Relatore è Daniele Della Bona.

Il tema è la “Storia Economica italiana (Sme, Divorzio BdI-Tesoro, Maastricht)”.

Qui la prima lezione: Sovranità Monetaria, Saldi Settoriali e Debito Pubblico.

Qui la seconda lezione: Finanza Funzionale, Piena Occupazione e Programmi di Lavoro Garantito.

Qui la terza lezione: Svalutazione, Inflazione, Regimi di Tassi di Cambio.

Qui la quarta lezione: Eurozona e Trattati Europei.

Qui la quinta lezione: Banca Centrale e Sistema Bancario

Daniele Della Bona a Napoli

Comments

  1. Sono un iscritto a MMT Toscana e vorrei un chiarimento sulla reale esposizione del nostro debito pubblico nel passaggio dalla lira all’euro.
    Mi spiego, per quello che io ho capito dell’ MMT, vorrei sapere se, poiché prima del 31/12/2001, le lire investite nei tds erano la stessa moneta emessa dallo Stato, arrivata nei c/c dei privati attraverso la spesa statale e dai c/c passata in un conto di deposito presso la Banca d’Italia, oggi, la moneta dei tds emessi prima del 31/12/2001 e non ancora scaduti, come la moneta di quelli scaduti e rinnovati, come la moneta degli interessi reinvestiti relativi ai tds ancora in vita e di quelli rinnovati, ecco vorrei sapere se tutta questa moneta è ancora depositata presso la Banca d’Italia?
    Perché se così fosse, allora di tutto il nostro debito, l’esposizione effettiva dovrebbe essere solo quella relativa ai tds emessi dopo il 31/12/2001 per coprire i deficit annuali successivi al 31/12/2001.
    Grazie se vorrete darmi una risposta,
    Cordiali saluti.

  2. Mi piacerebbe che fosse chiarito un dubbio di fondo.

    Premettendo che la funzione della moneta è quello di scambiare beni e servizi nella comunità:
    1) l’intera massa monetaria che circola in uno stato che è sovrano della sua moneta, rappresenta l’ammontare dei beni materiali e servizi presenti e scambiati in tale comunità? E’ corretto dire che: massa monetaria=totalità di beni e servizi presenti nella comunità? E’ corretto dire che sono i cittadini i veri proprietari dei beni, dei servizi nonché della moneta che li rappresenta?

    2) l’intera massa monetaria che circola in uno stato che NON è più sovrano della sua moneta, quindi di proprietà di un’entità esterna alla comunità nazionale, rappresenta egualmente la totalità dei beni e servizi scambiati nella comunità ? Si può dire che i cittadini NON essendo proprietari della moneta NON sono i proprietari anche dei beni e servizi che essi si scambiano ? Si può dire che l’entità esterna, proprietaria della moneta, è di conseguenza proprietaria anche di tutti i beni e servizi della comunità ?

    Con l’euro dei banchieri possiamo affermare di trovarci nella seconda situazione? Ovvero i banchieri ( BCE) sono diventati i proprietari della moneta, pertanto sono diventati anche i proprietari reali dei beni e dei servizi scambiati nella nostra comunità?

    In conclusione possiamo affermare che con l’euro, tutti noi, non solo abbiamo perso la proprietà della moneta ma contemporaneamente ogni forma di sovranità riducendoci nella condizione di nullatenenti ?

    Ringrazio per la vostra cortese considerazione.
    Grassi Giannetto

    1. Ciao Giannetto. Provo a rispondere alla tua interessante osservazione.
      Sostanzialmente hai ragione, anche se la spesa da parte di uno stato (sovrano o non) oltre a comportare la produzione di beni e servizi reali può anche andare ad arricchire l’economia finanziaria (sottoforma di pagamento di interessi sulle obbligazioni), che comunque rappresenta sempre un risparmio, cioè un attivo del settore non governativo. Una moneta straniera invece deve sempre essere restituita ai mercati dei capitali dai quali lo stato non più sovrano dipende per tutte le sue operazioni di spesa e ciò può comportare che questo stato, al fine di rispettare sempre gli obblighi, cioè le scadenze dei pagamenti, possa essere indotto ad effettuare delle politiche di forti privatizzazioni, al fine di abbassare il suo debito con detti mercati, che di fatto dettano le regole del gioco. Questo senz’altro è un primo esempio di beni reali che possono finire anche in mani straniere. A questo punto, l’unico sistema da parte del settore non governativo di godere di ricchezza finanziaria al netto (che non dovrà restituire ai mercati) è quello di mantenere un saldo in attivo col settore estero e questo però comporta la necessità di attuare politiche neomercantiliste, per abbattere la domanda interna ed esportare beni e prodotti di cui la popolazione locale non godrà (e questo è un secondo esempio). Se ciò non avviene, si può arrivare alla situazione tale che il settore non governativo sia anche costretto a vendere i beni reali che nel frattempo ha accumulato (casa, auto, gioielli, ecc.) al fine di pagare le tasse o i debiti che ha contratto col settore finanziario privato (che alla fine è la stessa cosa perché le tasse ore servono per restituire i soldi ai mercati finanziari) ed è ciò che puntualmente sta avvenendo all’interno dei paesi europei più impoveriti da questo sistema.

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