Ieri ad Otto e mezzo si parlava delle olimpiadi a Roma con ospiti: Fini, Zucconi e un parlamentare del M5S.

Fini e Zucconi a favore, il parlamentare contro.

Il parlamentare ricorda a Zucconi che, in merito alla rinuncia da parte di Monti alla candidatura di Roma per i mondiali, Zucconi affermò che fu l’unica cosa veramente giusta che Monti fece.

Il parlamentare chiede a Zucconi come mai avesse cambiato idea.

Zucconi non entra minimamente nel merito ed attacca il parlamentare accusandolo di utilizzare le stesse argomentazioni dei Berlusconiani dato che il parlamentare aveva dato come motivazione della rinuncia il fatto che non riteneva corretto gravare ancor più sulle tasche disastrate dei cittadini romani e che prima occorre risolvere l’ordinario e soltanto dopo concentrarsi su eventuali progetti straordinari.

In seguito sia Fini che Zucconi portano come argomentazione a favore della candidatura di della capitale il danno d’immagine conseguente alla rinuncia.

La maggior parte dei cittadini è alla canna del gas e loro si preoccupano delle brutte figure dimostrando che Zucconi non sa neanche come sostenere le proprie posizioni. In tutta sincerità Emilio Fede era più dignitoso.

Il parlamentare del M5S invece manca l’occasione per ricordare a Zucconi e Fini che, se oggi l’Italia non può permettersi di organizzare le olimpiadi, questo lo si deve al fatto che i governi di centro sinistra e centro destra da loro appoggiati hanno firmato dei trattati che impediscono all’Italia di spendere in deficit per far fronte a qualsiasi necessità.

E’ il pareggio di bilancio che rende assolutamente folle organizzare una manifestazione come le olimpiadi perchè i costi dell’organizzazione graverebbero tutti sull’amministrazione comunale o sul governo costretti dai trattati a mandare in rosso i cittadini piuttosto che investire.

Ed è grave che ad un parlamentare manchi questo spunto argomentativo.

E’ incredibile come Zucconi e Fini, fautori del “debito pubblico graverà sulle future generazioni”, siano a favore del deficit e del debito pubblico quando ciò fa comodo alla loro immagine e non per il benessere della comunità.